A delicate balance - Un equilibrio delicato è un documentario, prodotto nel 2008 dall'Australiano Aaron Scheibner, che si prefigge l'arduo scopo di istruire la popolazione sulla pericolosa influenza della nostra alimentazione sulla salute e, più in generale, nell'intero ecosistema Terrestre.
Uno stile all'Americana, drammatico, quasi angosciante, ridondante, martellante ci guida in modo preciso e puntuale nell'analisi delle malattie moderne più diffuse e ineluttabili (in Occidente (come il cancro, le malattie cardiovascolari, l'osteoporosi, le malattie autoimmuni) dimostrando il loro stretto legame col consumo dei vari alimenti di origine animale.
Le tesi sono sostenute e argomentate attraverso interviste a medici, nutrizionisti, ricercatori ma anche personalità che hanno lavorato nell'industria della produzione alimentare animale, sovente corredate da utili animazioni esplicative e da una generale sottolineatura grafica dei concetti chiave.
Sin dai primi minuti il documentario si dedica allo sfatare luoghi comuni ormai assodati come l'indispensabilità delle proteine animali mostrandone piuttosto il legame con l'insorgere di malattie, per poi approfondire in dettaglio il rapporto tra consumo di carne-latticini e lo sviluppo del cancro. Nell'analizzare il colesterolo viene confutato un altro stereotipo famoso, il ruolo essenziale del latte nell'assunzione di calcio; illustratone il processo di assorbimento, si passa a esplicare la formazione della vitamina D. In tutto ciò, viene continuamente ribadito il confronto con un'alimentazione vegetale e descritto come essa non solo sia innocua, ma addirittura aiuti l'eliminazione di sostanze tossiche diminuendo, pertanto, la possibilità di sviluppo delle malattie analizzate.
Ampio spazio viene dedicato anche alla continua comparazione con l'alimentazione Cinese, recentemente esaminata dal libro The China Study.
La trattazione prosegue mostrando l'incisione dell'assunzione di proteine e grassi animali sullo sviluppo di malattie cardiovascolari, dell'impotenza maschile, di malattie autoimmuni come diabete e sclerosi multipla e dell'osteoporosi.
Viene ribadito, cosa che dovremmo già sapere, il tremendo impatto che gli allevamenti e l'industria alimentare hanno sul nostro pianeta, e prima di far ciò non viene data tregua nemmeno al pesce, che tutti noi siamo soliti considerare alimento tra i più salutari: a esso viene dedicato un paragrafo ben importante in questo documentario, il quale ci istruisce non solo sull'incidenza degli allevamenti acquatici nell'ecosistema ma esordisce demolendo i nostri clichés alimentari a riguardo.
Certo, come classico di questo genere documentale le nozioni date, per quanto concrete, precise e soprattutto veritiere, sono parziali: non viene assolutamente nominata, per esempio, l'incidenza nello sviluppo del cancro di altri importanti fattori come il fumo e lo smog. C'è tuttavia da ammettere che ciò non dovrebbe essere necessario in quanto già universalmente riconosciuto, a differenza delle argomentazioni presentate. Non viene però neanche trattato un fattore delicato come la necessità di vitamina B12, di origine animale.
Altri dubbi li lascia il continuo concordare con le opinioni di Al Gore riguardo al riscaldamento globale, citandolo quasi come una fonte indiscutibile.
Altri dubbi li lascia il continuo concordare con le opinioni di Al Gore riguardo al riscaldamento globale, citandolo quasi come una fonte indiscutibile.
Nel complesso il film si configura come un documento ormai necessario nell'aiutarci a comprendere quei legami che non ci vengono mai detti tra l'alimentazione di origine animale e la sua ripercussione non solo nella distruzione ambientale ma anche nella nostra autodistruzione fisica: lo consiglio vivamente non per spingere lo spettatore a fare determinate scelte, ma perché acquisisca quantomeno consapevolezza di ciò che comporta quello che ha nel piatto.
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