venerdì 2 dicembre 2011

Social Network, multimedialità e l'amore 2.0

Di relazioni nate nella grande rete se ne è parlato e se ne continua a parlare. Inizialmente con grande discredito, poca convinzione sulla serietà delle stesse e con grande sfiducia nella loro possibile durata. Da qualche anno, però, con la sempre maggiore diffusione del web prima nelle nostre case e più recentemente nelle nostre tasche (con gli smartphone come ultima frontiera), l'ipotesi di due persone conosciutesi chattando non suscita più scalpore, al contrario sembra quasi essere rientrata nella quotidianità.
Cosa è intrinsecamente cambiato negli ultimi anni? Si potrebbe affermare che ci siamo abituati al nuovo modo di comunicare, diventato ormai universale e alla portata di tutti, ma daremmo una risposta parziale e ormai superata.

Il web stesso, nella sua forma estetica così come nei contenuti, si è evoluto: questo grazie a connessioni ormai veloci e stabili, con una copertura territoriale tale da favorire un ampio afflusso di utenze e a tecnologie sempre più proiettate all'offrirci la possibilità di essere costantemente connessi. I web-designer hanno giocato la loro scommessa nel rendere i siti sempre più interattivi e comunicanti tra di loro per rendere la navigazione più fluida, istantanea, totale, e l'utente sempre più agevolato in un uso semplificato ma massivo, che con un semplice click gli consenta di essere contemporaneamente presente in più piattaforme facendo costantemente sentire la sua presenza e ricevendo un sostanzioso feedback dai suoi contatti. Prendendolo alla larga e molto sommariamente, ci si riferisce al concetto di web 2.0, i cui grandi dominatori sono incontrastabilmente i Social Network.
La forza di questi siti è quella di essere degli aggregatori sociali, uno specchio virtuale della vita quotidiana e delle relazioni tra persone: la gente ne è attratta proprio perché può continuare, anche seduta a casa, in ufficio o in qualsiasi altro luogo a far sentire la propria presenza a quelli che vengono definiti talvolta friends, altre volte followers, sentendosi così viva e partecipe nella società che viene pedissequamente riflessa in un microcosmo informatico fatto dalla possibilità di comunicare con gli amici così come di conoscere persone nuove, forse in modo ben più agevole e meno imbarazzante di quanto lo sarebbe nella vita reale.

Avviene così che, davanti agli occhi degli utenti, scorra quotidianamente un numero incredibile di profili di esseri umani che non si conoscono ma sono "amici di amici", o anche sconosciuti che però seguono i nostri stessi post, i medesimi thread: ogni giorno si scopre l'esistenza di persone che, avessimo intravisto per strada, magari non avremmo neanche notato. La rete e i Social Network ci permettono di dare una sbirciata a una o più loro foto, ai loro interessi, a eventuali commenti: e qualora un utente sembrasse interessante non costerebbe alcuna fatica né imbarazzo fare una "richiesta d'amicizia" per approfondire in modo discreto altri aspetti della sua personalità, delle sue idee e delle sue opinioni.
Ogni net-surfer diventa così mediamente un'entità più umana perché arricchita di immagini e pensieri, avendo maggiori possibilità di estrinsecare nel web sociale la sua esistenza più dettagliata. Paradossalmente, si viene ad avere più possibilità e facilità nell'approcciarsi al conoscere una persona spiando il suo profilo che non notandola per strada, a una festa, in un luogo pubblico e dovendo, per avere qualche informazione, investigare tra amici e conoscenti. In questo sistema telematico è forse più facile addirittura innamorarsi.

Ribadiamo che oramai non si sta più parlando di quei primordi di chat dove l'altro era semplicemente un nick-name, una stringa di lettere, e dove l'interazione raramente andava oltre a una prima chiacchierata, dove l'inviarsi una o due foto avveniva raramente e a volte con difficoltà. Interazioni macchinose come queste raramente si sviluppavano in vere e proprie relazioni e permanevano esclusivamente nella sfera virtuale della chat.
Con gli albori dei Social Network (Myspace, ma anche Netlog) tutto ciò è cominciato a cambiare: se col primo citato si cominciava ad avere accesso a più foto e informazioni riguardo agli altri utenti ma questi venivano conosciuti casualmente attraverso amicizie di amicizie, il secondo ci ha avviati a una ricerca spontanea di persone residenti nelle vicinanze, con l'auspicio di esordire con una chattata piacevole per poi concretizzare in un incontro reale.
Con Facebook questa possibilità è giunta quasi all'esasperazione poiché non serve più una ricerca volontaria, ma è il Media stesso a bombardarci con informazione riguardanti persone vicine ai nostri amici, a spingerci a stringere amicizia con questo o quell'altro utente col quale abbiamo contatti in comune, a sottoporci non solo quotidianamente ma in ogni singolo istante di visualizzazione del sito profili di persone fuori dalla nostra porta di casa delle quali ignoravamo l'esistenza. E questo dandoci anche un quadro più o meno completo (a seconda delle loro impostazioni di privacy) dei dati anagrafici, degli interessi, delle preferenze e delle idee. Gli utenti sono schedati e ognuno è sottoposto alla visione degli altri in un modo vivace, potremmo dire -usando un termine magari inadeguato- vivo. E' a tutti gli effetti una Società alternativa forse più brulicante di quella reale, dove l'approccio nel conoscere una persona risulta addirittura più immediato rispetto alla quotidianità materiale: tant'è che spesso la realtà stessa si riversa nella virtualità, ad esempio quando si corre a cercare il profilo Facebook di qualcuno che abbiamo notato dal vivo. Siamo giunti, forse, alla stregua di Poliziotti che cercando informazioni negli schedari e questo lo facciamo oramai con estrema naturalezza e abitudine.

In un simile Social Environment diventa quindi facile innamorarsi una, due, cinque volte al giorno. Si prendano con le pinze sia il termine usato che la frequenza, ma si rifletta tuttavia su come la quantità di utenti che ci vengono anche involontariamente presentati faccia sì che sia ben facile, tra di questi, trovare persone di nostro gradimento. Prima di tutto perché è più facile essere selettivi: chi fosse in cerca dell'amore probabilmente non presterebbe attenzione ai commenti di utenti del sesso a cui non è interessato, mentre si soffermerebbe volentieri nelle utenze del genere gradito valutandole, in primo luogo, in base alla foto profilo. Da qui il passaggio successivo è breve, e qualora la privacy imponesse limitazioni basterebbe una semplice richiesta d'amicizia per dare accesso alle informazioni desiderate: una richiesta d'amicizia di amici d'amici raramente si rifiuta, se il richiedente ha il buon senso di presentarsi nel farla.
Sarebbe interessante fare un sondaggio per scoprire a cosa dà peso il più della gente: sicuramente andranno per la maggiore aspetti come i gusti musicali o cinematografici, ma potrebbe esserci anche qualcuno interessato agli studi effettuati/in corso o al lavoro e, perché no, anche chi ricerca tracce dell'orientamento politico/religioso e chi decreta la sua attrazione verso questa persona (per il momento ancora nelle sembianze di mero utente virtuale) studiandone la correttezza grammaticale di post e commenti: per le ultime due caratteristiche, ogni riferimento è puramente casuale. Certo, al di là dell'ironia il linguaggio impiegato assume un aspetto davvero importante nel valutare un utente: questo perché la novità dei Social Network non è solo la quantità di foto o post che si possono condividere, ma anche la moltitudine di considerazioni, critiche, impressioni, valutazioni, riflessioni verbali che si possono estrinsecare. E,  attraverso la chat o i messaggi privati, il linguaggio scritto è anche la primissima interfaccia di contatto e interazione privata, intima che si ha. Non si parla di controllare gli errori ortografici o morfo-sintattici, ma certo non è da trascurare la capacità di farsi capire, la quale dona fluidità alla conversazione favorendo una discussione fertile, piacevole e soprattutto ricca. La noia e la monotonia così come la ridondanza e l'essere scontati sono aspetti ben poco graditi in un mondo che punta alla velocità dei contenuti e ne ha una fruizione forse consumistica.

Ovviamente la novità non sta nel definire chat e m.p. come primo approccio privato con la persona notata:  ciò che si dovrebbe osservare è piuttosto come anche il sistema di chattare abbia subito un'evoluzione, col potenziamento dei mezzi paracomunicativi. Pensando a come siano diventate d'uso comune le webcam, ormai installate in qualsiasi computer portatile, tablet o smartphone, potremmo parlare di chat multimediale. La comunicazione virtuale diventa quasi a tutto tondo poiché possiamo vedere l'interlocutore in tempo reale (non sazi di vederne documentata la quotidianità attraverso le foto che posta nel suoi o nei suoi profili) e possiamo sentirne la voce, chiacchierarci, superando al contempo sia i limiti della comunicazione verbale che le difficoltà imposte, ad esempio, da canali come quello telefonico che richiede spesso una continua ridondanza fàtica data dal non vedere l'altra persona, ma anche una fatìca nel dover parlare attraverso uno strumento spesso disturbato che richiede l'uso di un tono di voce sicuramente più alto di quello abituale.
E questo non è tutto: le attuali connessioni consento uno scambio fervido di contenuti come musica, video, link che nella realtà sarebbe decisamente meno immediato, meno ricco poiché più impegnativo e macchinoso. Si pensi all'immediatezza del poter somministrare un video visto su Youtube o una canzone appena sentita senza doverla scaricare (legalmente da iTunes), inserire nel proprio iPod e farla ascoltare all'altra persona quando la si vedrà, aspettando quindi di vederla e dovendosi ricordare di portare con sé lettore mp3 e auricolari.
Ma se con la nuova multimedialità dei servizi di chat vengono superati vecchi ostacoli e al contempo viene offerta una comunicazione più completa, si rischia che nasca del piacere nel videochattare il quale possa assopire la materialità di sensazioni come quella visiva o quella uditiva che, seppur in modo virtuale, vengono soddisfatte attraverso monitor e diffusori acustici. Sensazioni come gusto e olfatto sono forse trascurabili in quanto legate più alla sfera alimentare (anche se a mio avviso la seconda è fondamentale in un rapporto intimo e -non datemi del cannibale- non trascurerei nemmeno la prima), e ne resta fuori quindi il tatto con la sfera carnale/sessuale a esso legata: ma poiché siamo ancora in una fase di innamoramento e di approfondimento nel conoscere l'altro, possiamo considerare la soddisfazione di questo senso come il culmine ultimo del corteggiamento o, meglio ancora, come elemento discriminante tra una relazione virtuale e una materiale. Dico materiale e non reale perché, al livello di profondità che le tecnologie menzionate ci consentono di raggiungere, si può ormai sostenere che una relazione nata in rete non sia intrinsecamente meno profonda e vera di una nata e mantenuta viva con l'incontro fisico e ne sia, dunque, altrettanto reale.

La rete, quindi, sta vivendo una sua nuova vita, una seconda vita: le relazioni tra le persone si stanno evolvendo e con esse anche quelle amorose, i flirt e i colpi di fulmine. Sicuramente, anche i rapporti nati prima di questa trasformazione hanno o stanno subendo un adeguamento ai nuovi Media. Sarebbe interessante tracciare un quadro completo di come l'amore e le relazioni amorose siano da essi influenzate, di come sia più facile innamorarsi, mantenere una relazione in cui la distanza giochi brutti scherzi o persino come sia più pericoloso tradire e quanto più facile sia venire a conoscenza delle scappatelle del compagno o della compagna. Personalmente, mi sono trovato solo per puro caso a riflettere a riguardo ma ho voluto ugualmente stilare delle basi, degli spunti di riflessione, tracciando un percorso -sommario e puntuale- di questa sfumatura della grande espansione che il web e le tecnologie comunicative stanno avendo nella nostra vita di tutti i giorni. Chissà se un giorno ciò susciterà davvero interesse di studio per qualche folle Sociologo e l'argomento verrà arricchito, guarnito di opinioni ma soprattutto argomentazioni concrete, magari sostenute da storie ed esperienze a riguardo.

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